TESTIMONIANZA DI UNA RAGAZZA DELLE REPUBBLICA CECA

A ME HANNO PRESO TUTTO

Ho pensato di scrivere questa lettera per far conoscere la mia brutta storia. Sto tanto male, ma penso così di poter aiutare qualche ragazza a non fare la mia vita e gli italiani a capire tante cose.
Sono una ragazze della Repubblica Ceca di 25 anni. Quando sono arrivata in Italia due anni fa ero molto bella. Avevo tanto bisogno di soldi, volevo studiare all’università e comperare un appartamento col mio fidanzato per il mio bambino che aveva pochi mesi.
La mia famiglia non aveva soldi e nel mio Paese non c’era possibilità di lavoro. Un’amica mi aveva detto che come ballerina potevo guadagnare bene e allora io sono arrivata in Italia. Pensavo di dover solo ballare e far bere i clienti; ma il padrone mi ha detto che dovevo fare anche lo strip tease e, per guadagnare di più, fare tutto quello che volevano.
La mia amica mi ha detto che dovevo solo abituarmi, che nessuno a casa l’avrebbe saputo e così avrei guadagnato tanti soldi.
Io non volevo, ho provato a scappare e ho anche detto che sarei andata dalla polizia, ma il padrone col body-guard mi ha portato in un appartamento. Prima mi ha fatto bere dell’alcool, poi mi hanno dato della cocaina e infine mi ha violentata fino alla mattina. Dicevano che ero una prostituta e dovevo farlo solo con loro se no sarebbero arrivati altri loro amici che mi avrebbero uccisa. Se io avessi fatto quello che volevano potevo stare tranquilla e avere abbastanza soldi.
Io avevo paura, la sera dopo mi hanno portata di nuovo nel locale e ho dovuto fare come mi era stato detto: “ Fare tutto col cliente, anche senza preservativo “.
Io stavo troppo male e avevo tanta paura, ma avevo molti soldi che mandavo a casa per il bambino e così ho pensato che potevo andare avanti per qualche mese e poi basta. Ma il mio fidanzato ha saputo da altre amiche cosa facevo e mi ha lasciata e mi sono ritrovata sola col bambino.
Dopo alcuni mesi sono andata in ospedale per un controllo perché non stavo bene e ho scoperto una cosa terribile : ero sieropositiva. Ne ho parlato con la mia amica, anche lei ha fatto l’esame e si è scoperta malata come me.
La gente in Italia è stata molto cattiva con me e con molte altre ragazze, così mi sono decisa a parlare. Loro hanno usato me ed ora io voglio usare loro. Ho pensato di tornare in Italia per farla pagare a tutti. Io e la mia amica facciamo sesso senza preservativo, perché tutti si devono ammalare come noi. Io sono sicura che tanti clienti sono già malati, ora deve pagare anche il mio padrone. Il body-guard ha detto che il padrone conosceva dei poliziotti che lasciavano fare tutto e così io ho dovuto fare sesso con loro senza essere pagata.
A me hanno preso tutto: la mia bellezza, il mio fidanzato, la mia vita. Ora penso solo al bambino, che lui abbia un po’ di soldi in banca per il futuro. Io aspetto solo di morire; anch’io ho sbagliato e devo pagare, ma il mio bambino no. Lui sta con mia mamma, loro non sanno niente, non devono sapere.
Non è importante il mio nome, ma solo la mia storia. Tutti devono sapere e chi ha sbagliato e ha usato me e la mia amica deve stare male ed aver paura come l’ho avuta io. Se non credete a questa mia storia, andate a vedere questi posti che sono come dei bordelli dove le ragazze devono fare tutto con il cliente. La polizia non fa quasi nulla, i padroni usano l’alcool, la coca e buttafuori come Rambo per far paura alle ragazze se queste creano problemi.
Loro devono pagare, io ho perso tutto nella mia vita. Voglio solo morire ma non voglio che il bambino mi veda così malata.
Qualcuno faccia qualcosa per aiutare le ragazze come me. Non è giusto che tutto questo sia fatto per i soldi, la gente e i padroni devono stare male.
Le donne dei clienti devono sapere cosa fanno a noi i loro uomini.

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